Alimentazione:cosa c’è nelle crocchette del mangime ?

Come leggere un’etichetta di cibo per cane.

Ormai i negozi traboccano di nuove linee commerciali e spesso io stesso perdo il conto fra le mille nuove proposte che nascono ogni giorno.

Vediamo quindi quali possono essere delle indicazioni di massima per orientarci in mezzo a tante possibilità.

Prezzo

Sembra una sciocchezza, ma state pur certi che se costa poco, sicuramente non siete davanti ad un prodotto di qualità.

Ovviamente, capiamoci bene, non vuol dire il contrario cioè, se costa poco quasi sicuramente fa schifo, ma non è che se costa molto sicuramente é buono! anzi….. spesso trovo alcuni prezzi davvero ingiustificabili. Però eliminando la fascia troppo bassa di prezzo avremo già escluso circa i 3/4 delle proposte che potrete trovare in un supermercato e probabilmente almeno la metà di un pet shop medio.

Lista ingredienti

Anche se nella lista ingredienti troviamo scritto “pesce fresco”, magari con una suggestiva immagine simile a questa affiancata, difficilmente sarà questa la vera qualità degli ingredienti
La lista degli ingredienti con cui viene formulato un alimento commerciale deve essere in Italiano per essere commercializzato nel nostro paese (quindi non vi perdere dietro a poultry , meat e quant’altro). Poi, fondamentale da sapere, le materie prime di un alimento per cane  devono essere elencate, come quelli ad uso umano, in ordine decrescente. Questo vuol dire che il primo alimento è il più rappresentato, poi il secondo, poi il terzo etc..

Carne cruda, farina di carne o carne disidratata: che cambia? Anche se in una lista ingredienti ci può “suonare meglio” una dicitura come “carne cruda“, “trota fresca”, “carne di pollo fresca” dobbiamo sapere che questo spesso è un po’ un “trucco”. Un alimento fresco contiene infatti circa il 70% di acqua che in ogni caso andrà persa durante il processo di produzione (cioè verrà in qualche modo, prima o tardi, disidratata). Questo potrebbe far scivolare molto dopo in una lista ingredienti la nostra “trota fresca”. Per quanto riguarda carne disidratata e farina di carne, la differenza fra le due è legata al processo produttivo più che alla materia prima in sé. Entrambe infatti, sia farina di carne che carne disidratata sono costituite da farine di mammiferi, inclusi gli organi, ma esclusi (almeno teoricamente) sangue, pelo, piume, zoccoli, corna, becchi, pelle e contenuto dell’apparato digerente. La carne disidrata però conserva in modo migliore le caratteristiche nutrizionali grazie al processo produttivo cui è sottoposta, rispetto alla farina di carne.

Altri trucchi della lista ingredienti? Beh, uno è il contrario di quello che abbiamo visto prima per le proteine. I carboidrati sono spesso “spezzettati” in diverse fonti, in modo da non destare attenzione ai primi posti. Un esempio? Andiamo a leggere un etichetta e troviamo “farina di riso”, poi dopo qualche ingrediente “mais”, poi ancora più avanti “frumento” .. ecco, il gioco è fatto.Le singole percentuali sono basse, ma la loro somma sarà alta!

 

Analisi media o dichiarazione analitica

Per intendersi è quella lista che indica contenuto di umidità, proteine, grassi, ceneri e fibre espresse in percentuale sul totale del prodotto. Diamo un occhio, sempre in generale.
Contenuto di umidità: ovviamente un cibo umido conterrà % molto maggiori di acqua rispetto ad un secco. Questo che vuol dire? beh, che quando andiamo ad analizzare la % di proteine ad esempio dovremo tenerne in conto. Un alimento umido conterrà apparentemente un numero minore di nutrienti (le percentuali sono più basse), ma in realtà potrebbero essere più alte di un secco, se ci si ricorda che nel cibo umido è considerata anche l’acqua, praticamente assente nel cibo secco. Per le corrette %, in cibo umido e secco, possiamo sempre e comunque far riferimento alle linee guida Fediaf. 

Vediamo altri punti interessanti. Proteine e grassi. Dunque, se da una parte la % minima di proteine è stabilità dai valori Fediaf, ricordiamoci però che il conteggio fatto per i mangimi commerciali dei nostri Anima-li è molto impreciso. Un esempio? Anche il glutine è una proteina. Di origine vegetale, praticamente inutilizzabile dal nostro Amico, ma è una proteina e quindi viene conteggiata in questa % (e qui si torna all’importanza della lista ingredienti). Anche la cheratina è una proteina. Peccato che sia una proteina presente nelle piume, penne e pelo e che sia totalmente indigeribile. Non ci dovrebbe stare? bene. Ma se ci fosse, verrebbe conteggiata. Per quanto riguarda i grassi invece, consiglio i clienti che comprano i famosi “grain free” di fare attenzione alla % di grassi, solitamente molto maggiore, per via della loro possibilità di ossidarsi facilmente, compromettendo la salute generale del nostro Amico.

Le crocche, specialmente quelle grain free o low carb, devono essere conservate all’interno del loro sacco originale, non travasate in altro contenitore, in modo da preservare i grassi dall’ossidazione!

Una chicca importante riguarda le ceneri, vale a dire il residuo inorganico presente nel cibo commerciale per cane e gatto. In linea generale possiamo dire che la % di ceneri è inversamente proporzionale alla digeribilità di un alimento. Cosa vuol dire? Chepiù le ceneri son alte, peggio è ..e viceversa, quando controllo la “bontà” di un alimento commerciale guarderò il contenuto di ceneri per valutarne la digeribilità (a spanne).

Infine i grandi assenti.. acqua, proteine, grassi, ceneri e.. i carboidrati? dove son finiti? eh nulla, i carboidrati non sono riportati sulle etichette. Per sapere a spanne quanti ne sono presenti dobbiamo partire da un 100% totale e sottrarre tutte le diverse % considerate finora. Quello che rimane, a spanne, rappresenta il contenuto in carboidrati, che di solito è attorno almeno ad un 50% dell’alimento secco. Perché non meno? Perché ai nostri cani e gatti fanno bene i carboidrati? no! Perché sono utili per qualcosa? neanche. Semplicemente, meno di così il processo produttivo diviene difficile o impossibile.

 

Additivi

Dato che i processi di cottura, disidratazione, estrusione etc. denaturano o inattivano alcune componenti fondamentali di un alimento fresco, nel pet food saranno sempre aggiunti degli additivi. Gli additivi hanno inoltre alcune funzioni anche nella forma fisica, nel colore o nel profumo dell’alimento finale. Questi additivi possono essere categorizzati come tecnologici (ad es. conservanti), organolettici (che influenzano la percezione sensoriale del nostro Amico di colore, odore o sapore), nutrizionali(vtamine, oligoelementi) o così detti zootecnici (pre e probiotici). Le ditte non sono purtroppo obbligate a scrivere ESATTAMENTE quale conservante o additivo è aggiunto al prodotto.. mi pare logico no? 😉 Vedi la tabella per una valutazione sommaria.

Additivi

 

 

Cosa NON ci è dato sapere?

Come ci siamo detti all’inizio, le etichette del cibo industriale di cane e gatto sono volutamente criptiche. Fra le informazioni che non ci è dato conoscere ve ne sono alcune fondamentali come la qualità effettiva delle materie prime e la loro digeribilità. Per quanto riguarda la qualità infatti della materia prima ok, troviamo scritto “trota fresca” ma questo non ci dice effettivamente nulla sulla sua qualità. Stesso dicasi per gli integratori vitaminici, non possiamo sapere nulla della loro qualità nella maggior parte dei casi.

Una buona attitudine nei confronti di un sacco di crocche o di una scatoletta di umido è quella di dare particolare valore a ciò che il produttore non sarebbe obbligato per legge a dirci, ma che invece include. Ad esempio un produttore che ci indica in modo indefinito “cereali” non potrà essere paragonato ad uno che ci dica esattamente se si tratta di riso, mais, frumento o altro. Stesso dicasi per le proteine: una cosa è leggere “carne e derivati”, altro è ad esempio “carne di manzo disidratata”. L’assenza di aflatossine, il nome o codice preciso dell’additivo utilizzato.. tutto ciò che il produttore si scomoda a farci sapere è un’indicazione di produzione “più seria” di uno che, pur rimanendo nei termini di legge, tenta di rimanere il più possibile “sul vago”

Per quanto riguarda la digeribilità, abbiamo una facile equazione da utilizzare: tutto ciò che esce da dietro non è stato utilizzato e quindi non era digeribile. Dalla quantità e dalla consistenza delle feci possiamo infatti capire molte cose, come abbiamo vistoqui, fra cui anche la % di cibo che viene effettivamente digerito ed utilizzato dal nostro cane o gatto e quella che invece passa indisturbato e arrivia nel (diciamo) “prodotto finale”. Quindi, il vostro cane o gatto fa feci voluminose 3 o 4 volte al giorno? beh, le crocche o l’umido che state dando non sono probabilmente il top della digeribilità!

 

Le indicazioni fantasiose

Vediamo infine qualcuna di quelle indicazioni che io definisco fantasiose e che non hanno alcun riferimento chiaro legislativo che le identifichi.

Grain free – questa dicitura indica crocche (in genere) prive di frumento. Attenzione perché “senza frumento” non vuole dire “senza carboidrati“. Anzi! Come abbiamo visto non è possibile fare una crocca con meno del 40% di amidi, quindi ci saranno patate, piselli o altre fantasiose forme di amidi all’interno. Non abbiate l’illusione di avvicinarvi ad una dieta fresca veramente “no carb” (quindi senza carboidrati).

Low grain – vedi sopra 😉 per curiosità, ora che avete imparato come fare fate un conto di quanto vi costa questo “low” :)

Alimento naturale – oddio, naturale una blanda definizione ce l’ha. Si intende “naturale” un prodotto non ogm, che non ha subito trattamenti chimici (ma fisici si, quindi calore si ovviamente) e con l’aggiunta di soli additivi naturali. Ma per voi, questa definizione di naturale, incontra ciò che avete nella vostra mente? perché a me no!

.. ma cosa significa “olistico” riferito ad una linea di cibo commerciale per cane e gatto??

Alimento olistico – questo ancora devo scoprire nella testa del produttore che cosa vuol dire.. ma si vede che olistico suona bene!

 

 

non ha nessun riferimento normativo, non è chiaro a che si riferisca!

Organici – traduzione dall’inglese “organic” cioè biologico. Attenzione, anche qui, se il produttore certifica che l’alimento è “biologico” non lo fa in base ad una normativa come la abbiamo in umana, per cui deve essere particolarmente corretto nell’indicare ogni singola fonte se proviene da allevamento o agricoltura bio o meno.

Ancestrale – bhooooo … perché, voi ci vedete un gatto selvatico a mangiare quelle favolose “crocche ancestrali“?? o un lupo?? anche questa è una definizione non chiara.

Human grade – cioè “adatto al consumo umano” .. scusa.. ma .. in che senso?? ok dai, da domani per colazione ci mangiamo tutti le crocche del nostro Amico nel latte invece delle palline di cereali solite! Ovviamente questa “auto-certificazione” si vorrebbe riferire agli ingredienti, MA non esiste nessuna norma chiara che ne controlli la veridicità.

Alimento BARF – questa è l’indicazione più assurda da trovare su una crocca o su una scatoletta di umido.. e vi assicuro che ci si trova. Come abbiamo visto qui, l’alimentazione BARF è basata su carne fresca non cotta. Come dovrebbe fare di grazia una crocchetta ad essere “barf”? Anche qui mistero.. e il legislatore lascia passare!

 

 

Una piccola conclusione

Finisco con una piccola conclusione. Vorrei ricordarlo anche qui, così come lo scrivo su tutte le diete che preparo per i miei pazienti. Cane e gatto NON sono stati fatti da madre natura per mangiare né cucinato, né senza ossa, né con carboidrati. I processi di estrusione o cottura a cui vengono sottoposti crocchette e cibi umidi denaturano amminoacidi e distruggono vitamine. Alimenti anche buoni hanno comunque percentuali di carboidrati elevate (almeno il 40% di una crocca!).  I fabbisogni di alcuni nutrienti come ferro, calcio e fosforo sono “tarati” sulla natura di animali carnivori che i nostri Amici ancora sono, fisiologicamente e anatomicamente. Quindi: se proprio dovete scegliere commerciale, scegliete il meglio!

E altrimenti.. passate ad una dieta fresca che da un punto di vista di salute il vostro Amico potrà solo guadagnarci!