Il benessere del Bernese

Benessere animale

Presentazione

Il codice per la tutela e il benessere del cane ha come scopo quello di dare delle linee guida per la corretta gestione del cane sia esso inteso come animale domestico d’affezione sia come atleta impegnato nelle attività cinofile.

S’intende promuovere la corretta relazione uomo-animale nel rispetto della dignità del cane come essere senziente.
Il cane oltre ad essere animale da compagnia ha anche funzioni sociali, sportive ed agonistiche e ogni ambito deve tenere sempre in considerazione i parametri di benessere per l’animale.

Il proprietario è colui che detiene il cane e ne è responsabile per il suo benessere, il suo controllo, la sua conduzione. Deve inoltre rispondere sia civilmente sia penalmente dei danni o lesioni a cose o persone provocati da esso; è altresì punibile penalmente nel caso non rispettasse le norme vigenti in ambito di benessere del cane causando a esso disagio e maltrattamento.

Il codice fissa parametri di qualità che costituiscono i livelli essenziali di benessere animale che devono essere garantiti in termini di civiltà e rispetto delle norme di legge contro il maltrattamento.

 

Libertà dalla fame e dalla sete

L’alimentazione durante i primi mesi varia in funzione dell’età, della razza e della fase di sviluppo del cucciolo. Bisogna sempre tenere ben presente che il cane, per svilupparsi in modo sano e corretto, ha bisogno di nutrienti fondamentali.

Nei primi 12 mesi di vita avviene il rapidissimo sviluppo del sistema immunitario, si formano e si rinforzano anche le ossa, i muscoli, l’apparato digerente e la barriera di protezione naturale costituita dalla pelle e dal pelo.

E’ essenziale fornire in ogni fase della vita dell’animale un’alimentazione che garantisca il corretto apporto di sostanze nutritive e calorie.

Le diete commerciali offrono una grande varietà di prodotti completi sotto ogni punto di vista ed esistono anche alimenti specifici per esigenze di razza o per esigenze mediche per la prevenzione o la cura di patologie.

Se il proprietario opta, invece, per una dieta casalinga, dovrà rivolgersi a un medico veterinario per integrare alle carenze minerali e/o vitaminiche ovviamente presenti con un tipo di dieta di questo genere.

L’alimentazione deve essere sempre completa e regolare. Qualsiasi variazione va effettuata gradualmente, soprattutto se si passa da una marca all’altra o dal cibo in scatola a quello secco. L’approccio ideale consiste nell’aumentare progressivamente le dosi di cibo nuovo, riducendo in proporzione quelle del vecchio.

Gli alimenti da evitare sono avanzi di cucina in particolare se speziati, piccanti e conditi, formaggi fermentati, patate, fagioli e cavoli, dolci in generale e lo zucchero, aglio e cipolla, frutta secca, pane fresco, uva, noccioli di ciliegia, amarena, pesca, mandorla, albicocca, ossa di pollo e coniglio e nel modo più assoluto il cioccolato.

Non da sottovalutare è che a un corretto regime alimentare corrisponderà una condizione fisica ottimale del cane. Un cane troppo magro, ma soprattutto un cane sovrappeso o obeso non sono cani in salute e anche se a un occhio inesperto e affettuoso quale quello del padrone questo può non sembrare un problema in realtà condizioni di tale genere minacciano severamente il benessere stesso del cane.

Misurando il BCS (Body Condition Score) sarà possibile valutare l’adeguatezza del profilo corporeo del cane e le caratteristiche rispettive per ogni punteggio daranno indicazione del suo stato di nutrizione.

 

Libertà dal disagio

Bisogna fornire al cane:

UNA CUCCIA ossia un suo posto dove si deve sentire sicuro e dove riceve premi come rinforzi positivi qualora venga eseguita correttamente la richiesta del proprietario.

LE CIOTOLE devono essere in un luogo definito. L’acqua fresca e pulita dev’essere sempre a disposizione mentre il cibo deve essere somministrato a orari predefiniti e precisi creando nel cane una routine. Il posto in cui mangia il cucciolo deve essere facilmente accessibile e tranquillo. Per evitare stress, disagio e consolidare le buone abitudini, il cucciolo dovrà mangiare sempre agli stessi orari, per tre/quattro volte al giorno fino ai 4 mesi. Durante i primi 3 mesi,  per facilitare la masticazione, la razione alimentare può essere leggermente inumidita. Dai 5 mesi fino all’età adulta il cucciolo mangerà due volte al giorno, la mattina e alla sera.

COLLARE E GUINZAGLIO abituare presto il cucciolo a indossare il collare o la pettorina e a seguire il proprietario tramite l’ausilio di un bocconcino. Insegnare al cane che deve stare fermo fino a che non ha indossato collare e guinzaglio e deve camminare su richiesta e non tirare davanti alla persona.

LA PASSEGGIATA il cucciolo dovrà imparare a conoscere luoghi, odori, rumori nuovi e questo processo dovrà avvenire gradatamente e sarà bene per questo aumentare il numero delle passeggiate del cucciolo anche a 4/5 al giorno anche per stimolare la sua capacità di apprendimento a urinare e defecare fuori dall’ambiente casalingo. Per il cane adulto la passeggiata deve far parte della routine e parte del suo benessere consiste proprio nell’avere la possibilità di relazionarsi con l’ambiente esterno e poter fare attività fisica.

RECINTI qualora il cane vivesse all’aperto e in uno spazio definito da recinzione deve essere a disposizione all’interno di esso tutto ciò che consenta il suo benessere fisico: dovrà avere la possibilità di abbeverarsi, alimentarsi, stare riparato in una cuccia nei mesi invernali e avere a disposizione un luogo fresco nei mesi caldi. La metratura deve essere proporzionata alle dimensioni e alla razza del cane e devono essere tali da consentire una buona possibilità di movimento e attività motoria.

 

Libertà dal dolore, lesioni, malattia

Il primo passo per garantire buone cure al proprio cane è fare riferimento ad un veterinario di fiducia. Egli consiglierà il corretto piano vaccinale a partire dai primi mesi di vita del cucciolo e seguirà il cane nella sua vita adulta e nella vecchiaia.

È obbligatoria l’identificazione tramite microchip di tutti i cani. Il microchip deve essere applicato da un veterinario abilitato e che abbia l’autorizzazione per l’accesso all’anagrafe canina regionale dove il cane sarà registrato e sarà rilasciato al proprietario un documento di attestazione di esecuzione di tale operazione.

La presenza del microchip potrà essere verificata da qualsiasi operatore in possesso di un lettore specifico. In tal modo si garantisce il possesso dell’animale alla persona fisica registrata come proprietario del cane e sarà così possibile risalire a quest’ultimo nel caso di smarrimento o fuga dell’animale stesso. Ogni cane avrà un suo libretto sanitario, dove verrà riportato il numero di microchip e dove verranno applicate le fustelle con il numero di lotto delle vaccinazioni effettuate

 

4.5. Libertà di manifestare i normali comportamenti specie-specifici

Se le indicazioni di tutela del benessere animale fornite dalla normativa regionale sono rispettate, in particolare dal Dgr 866/06 e dal Dgr 43/10 si deduce che, in un canile o allevamento, gli ambienti in cui vivono i cani devono essere abbastanza spaziosi e permettere una buona visibilità dal loro interno. I cani devono avere a disposizione zone riparate ed accoglienti per il riposo notturno, i box devono avere un buon sistema di allontanamento dei liquidi organici, le operazioni di pulizia giornaliera dovranno essere idonee all’eliminazione della sporcizia e dei cattivi odori. I cani devono convivere in modo da non essere in conflitto tra loro e sono garantite agli animali le minime cure necessarie, i cani sono ben socializzati con l’uomo e con i loro simili e infine hanno delle concrete buone possibilità di essere adottati e/o di essere ritrovati dai loro proprietari. Le adozioni sono adeguatamente promosse, fornendo un aiuto al privato cittadino nella scelta del cane più adatto al contesto della famiglia e dell’ambiente in cui esso vive.

Sono affidati cani con corretta documentazione sullo stato di salute e con informazioni chiare sul carattere.

Il comportamento del cane ha una base genetica e una componente influenzata dai fattori ambientali a cui l’animale è esposto. L’apprendimento è il processo attraverso il quale la tendenza di un animale a eseguire un determinato comportamento può essere modificata in funzione delle sue esperienze vissute nell’ambiente esterno.

L’addestramento riguarda invece le tecniche utilizzate per assicurarsi che ciò che è stato appreso emerga in modo prevedibile in risposta ad una richiesta umana.

La punizione dovrebbe sempre essere evitata, è spesso utilizzata come soluzione rapida che non risolve il problema ma innesca nel cane una risposta alla paura. I comportamenti errati vanno prevenuti con l’educazione e con l’introduzione di comandi che permettono di far capire al cane che il comportamento tenuto, è scorretto. Insegnare al cane un comportamento che può o non può tenere, è necessario per evitare situazioni di rischio che potrebbero mettere in pericolo la sua e l’incolumità degli altri. L’immediatezza è indispensabile perché dopo qualche secondo dalla fine di un’azione il cane perde la capacità di associare le due cose.

Il comportamento giusto viene premiato e la ricompensa viene data alla fine di ogni esercizio eseguito in modo corretto e può essere un complimento, un bocconcino o un gioco. Il rinforzo viene scelto in base alle caratteristiche di risposta del cane agli stimoli positivi. In questo modo l’animale associa l’azione richiesta alla ricompensa e attraverso la ripetizione memorizza il comandi.

I metodi di educazione più moderni perseguono comunque i principi della ripetizione e della ricompensa, dando notevole importanza al rinforzo positivo e escludendo quasi totalmente il rinforzo negativo tanto più se si parla di punizione. Ogni volta che il cane fa qualcosa di giusto, richiesto e desiderato dal suo padrone, riceve un premio, elargito solo dopo un rafforzativo, ossia un comando aggiuntivo già acquisito dal cane (seduto). Il comportamento sbagliato o l’errata esecuzione di un comando vengono ignorati e non premiati, ma mai puniti.

Attraverso il meccanismo di ripetizione si porterà il cane a memorizzare i comandi richiesti. L’azione di disubbidienza rilevata sul nascere viene interrotta con un “NO!” pronunciato a voce alta e con fermezza.

Entrambi i metodi vengono praticati nelle scuole di addestramento cinofilo e la scelta deve essere fatta in considerazione della razza del cane, della sua dominanza e della sua “malleabilità”.

Libertà da paura e da stress

Gli animali da compagnia che vivono in casa devono avere comportamenti quanto più accettabili e conformi anche alle esigenze della famiglia.

Educazione da piccoli: la puppy class

Le Puppy Classes sono corsi di educazione per i cuccioli che hanno lo scopo di insegnare ai proprietari come capire i loro animali, come riconoscere i loro segnali e comunicare con loro in modo da potergli poi insegnare le buone maniere.

Lo scopo di questi corsi è di educare i proprietari a un possesso responsabile dell’animale, dare informazioni sui normali comportamenti del cane, dare indicazioni sui metodi corretti di insegnamento e permettere la socializzazione tra cuccioli. Il percorso educativo proposto si basa su esercizi legati al gioco, alla relazione con i suoi conspecifici di diverse dimensioni e alla relazione con le altre persone.

Educazione da grandi

Esistono molti corsi di educazione cinofila che hanno come scopo quello di rendere i proprietari meglio informati e più acculturati sulla natura etologica del loro animale. Questo fa sì che le persone possano essere in grado di riconoscere i comportamenti del loro e di altri cani e possano essere in grado di gestire al meglio, secondo le proprie esigenze, il loro cane. Il rispetto e la considerazione del cane verso il proprietario permette di aumentare la fiducia reciproca e rendere il rapporto cane-proprietario speciale. Questi percorsi permettono inoltre di migliorare la gestione del proprio cane nelle situazioni urbane che cane e padrone si trovano ad affrontare quotidianamente. Non dobbiamo dimenticare che il cane è inserito in un ambiente che non rispecchia il suo mondo naturale, è per questo fondamentale che impari a riconoscere gli oggetti e i rumori che caratterizzano il nostro mondo altamente industrializzato.

La pratica di un’attività sportiva assieme al nostro “amico a quattro zampe” ha la finalità si di far praticare sport ed attività fisio-motoria al “conduttore”, ma anche di migliorare il connubio e la sintonia tra il cane e l’uomo.

Tutte queste discipline sportive si svolgono con particolare attenzione al benessere del binomio, nel rispetto delle norme Antidoping FISC per il cane e norme Antidoping WADA per i conduttori.

Esistono delle vere e proprie patologie comportamentali che possono essere debilitanti per il cane a tal punto da compromettere il suo benessere.

LA PAURA è un’emozione che porta il cane a una risposta adattativa che gli permetta di evitare ciò che gli fa paura. I tipi di risposta possono essere svariati secondo l’indole del cane o della possibilità o meno di fuga e si può arrivare alla manifestazione di atteggiamenti di aggressività.

L’ANSIA a differenza della paura che incorre davanti a uno stimolo potenzialmente pericoloso effettivamente presente, l’ansia è la risposta emotiva che presagisce una situazione potenzialmente pericolosa.

LO STRESS è la risposta fisiologica del corpo conseguentemente indotto da stati di ansia prolungati.

Tra gli esempi di più frequente riscontro in ambito medico veterinario sono l’ansia da separazione, che si nota in quei cani che hanno attaccamento morboso al padrone e rifiutano lo stare da soli, distruggendo, vocalizzando, ma anche arrivando ad avere risposte preoccupanti come vomito ed eliminazioni inappropriate.

La paura-fobia dei rumori forti, come fuochi d’artificio, temporali, camion ecc. E’ anche di comune riscontro ed è tipica di quegli ani- mali che hanno avuto un periodo di socializzazione poco stimolante e sono stati poco esposti all’ambiente esterno.
L’aggressività da paura può essere indirizzata verso esseri umani se il cane si sente minacciato da una persona o verso altri cani dominanti. Anch’esso può essere un problema preoccupante perché porta l’animale, che fondamentalmente è insicuro, ad aggredire quando ha sensazioni di timore. Anche questa patologia ha radici in uno scarso periodo di socializzazione.

I comportamenti compulsivi sono forse la forma più grave di patologia comportamentale. Sono comportamenti insensati, fuori da un contesto, esagerati e ripetuti. Possono essere motori, come camminare in cerchio, mordersi la coda oppure orali, come leccarsi insistentemente, mordersi, grattarsi, vocalizzazioni ritmiche. Questi comportamenti scaturiscono spesso da frustrazione e/o noia ma probabilmente esiste anche una predisposizione genetica.

Per tutte queste patologie è bene affidarsi a Medici Veterinari Specializzati in Scienze del Comportamento animale in quanto esistono terapie idonee farmacologiche e comportamentali che possono essere di fondamentale aiuto, ma che devono essere rigorosamente sotto controllo di un esperto. La terapia comportamentale può essere coadiuvata da una buona scuola di educazione cinofila che aiuterà l’animale a superare i propri problemi comportamentali e a socializzare maggiormente.